intervisto Gerardo Giuratrabocchetti, Cantine del Notaio

Continua la serie di interviste ai vignaioli italiani, che per me sono persone appassionate, che progettano un territorio e lo trasformano per produrre un piacere.

Oggi andiamo nel Vulture, un vulcano spento, nella pancia dell'Italia, a conoscere un uomo che valorizza la sua terra,  con amore, cogliendo la sfida delle generazioni che lo hanno preceduto. L'innovazione che si fonda sulla storia e sulla conoscenza di sè.

Vignaiolo di oggi è:

GERARDO GIURATRABOCCHETTI

Cantina: 

CANTINE DEL NOTAIO

Raccontami di te:

Sono un agronomo, viticoltore da generazioni, che innamorato della sua terra ha preferito cercar fortuna, a differenza di tanti parenti, rimanendo, piuttosto che partendo per altri lidi o scegliendo una strada più comoda come continuare l’attività paterna.

Cos'è per te il vino:

So che in un bicchiere del nostro vino c’è tutto l’amore per la mia terra, tutta la passione dei nostri conterranei e tutto il sapere che mi è stato trasmesso e/o che ho acquisito in anni di studi e ricerche nel settore.

In che modo la vita ti ha portato a produrre vino?

Sono la settima generazione di viticoltori e, pur tuttavia, non mi sono, onestamente molto impegnato nel settore fino alla soglia dei quarant’anni. Poi, in conseguenza di una serie di eventi tristi della mia vita, mi sono recato nella vigna di mio nonno che mi aveva donato perché unico nipote a chiamarsi come lui e mi sono sentito in dovere di prenderne il testimone. Ho lasciato il mio lavoro che mi aveva dato grandi soddisfazioni professionali (ero dirigente di una struttura di assistenza tecnica) ed ho ricominciato partendo dai libri e dalle specializzazioni in enologia e viticoltura.

Cosa ti appassiona del tuo lavoro?

La sfida, sfida in vigna, anno per anno. Nel vino, nel cercare sempre di migliorare e di fare cose nuove. In cantina, nel riuscire a costruire una squadra in cui il concetto di base sia la qualità estrema. In altri termini: chi NON si accontenta, GODE!

Qual è il tuo progetto sulla tua vigna?

Capire sempre meglio il comportamento della vite, soprattutto nei nostri ambienti dove pratichiamo la totale assenza di uso irriguo, convinti del fatto che i grandi vigneti nel Vulture (che è un Vulcano) hanno IL TUFO CHE ALLATTA LA PIANTA e che LA PRIMA ACQUA E’ LA ZAPPA (come dicono i contadini). Quindi cercare di valorizzare il sistema pianta/territorio con un’accorta gestione agronomica che permetta di superare i grandi stress idrici estivi, dei nostri ambienti.

VIGNA VULTURE Cantine del Notaio IlvinoconAdri

Il tuo è un vino di tradizione o innovazione?

E’ un vino di tradizione ed innovazione allo stesso tempo. Abbiamo trovato documenti del 1500 quando Sante Lancerio per conto di Papa Paolo III Farnese venne anche in Basilicata, nel Vulture e parlava di diverse interpretazioni del vitigno Aglianico del Vulture (es.: un rosato affinato in botti o un vino ottenuto da uve appassite sulla pianta, con uve raccolte a fine novembre, o spumanti). Bene, abbiamo ripreso tutto ciò e lo abbiamo interpretato sulla base delle maggiori conoscenze di cui possiamo disporre in campo viticolo ed enologico.

Qual è il vino che produci che ti dà più soddisfazioni e perché?

E’ LA FIRMA, Aglianico del Vulture. Un vino che ha fatto conoscere l’Aglianico del Vulture nel mondo, con una interpretazione più “internazionale”, ma che ci ha permesso anche di farci conoscere pur provenendo da una terra ai più sconosciuta.

vino la firma Aglianico del Vulture IlvinoconAdri

Scheda del vino :

LA FIRMA

Tipologia : secco, fermo

Terreno e Microclima:  I terreni sono di origine vulcanica e il clima del periodo di sviluppo e maturazione è caratterizzato da estati torride, siccità prolungata per 2 o tre mesi, salti termici tra giorno e notte anche di 20°C per effetto dei fenomeni di brezza che si originano alle pendici del Vulcano.

Tipologia di allevamento della vite: a spalliera con cordone speronato

Denominazione:  Aglianico del Vulture DOC e Aglianico del Vulture Superiore a DOCG

Zona di produzione: Il Vulture, nella parte nord della Basilicata

Regione: Basilicata

Vitigni: Aglianico del Vulture

Gradazione: 14 %

Acidità:  5,6

Zuccheri residui: 3 gr/lt

Vinificazione: in acciaio, nel periodo di raccolta delle uve che è ad inizio Novembre (ricordiamo che l’Aglianico del Vulture è il vitigno più tardivo)

Affinamento: in barriques, o meglio, come si chiamavano da noi, in CARATI, per un anno.

Descrizione organolettica:

Colore: intenso, porpora/granato, impenetrabile alla luce

Profumi: di viola, di frutti rossi, di confettura di amarene e prugne, di cuoio, con note di cacao e tabacco.

Gusto: intenso, lungo, con un chiaro finale di liquirizia che è tipico del vitigno

Temperatura di servizio: 15-16°C

n° di bottiglie / anno: 25.000

prezzo consigliato in enoteca: €. 34,00

Abbina il tuo vino a:

un cibo

strascinati (pasta fatta in casa come un’orecchietta “strascinata” in lungo) con ragù di carne.

un luogo da visitare 

i laghi di Monticchio che sono fatti di acqua minerale e che riempiono i due crateri vulcanici.

un’opera d’arte

l’Abbazia che è costruita sulla roccia all’interno del cratere e da cui si dominano i due laghi

un brano musicale

un madrigale di Gesualdo da Venosa o La Rondine di Pino Mango

un libro o una poesia

una poesia: Lucania di Mario Trufelli:

Io lo conosco
questo fruscìo di canneti
sui declivi aridi
contesi dalla frana
e queste rocce magre
dove i venti e le nebbie
danno convegno ai silenzi
che gravano a sera
sul passo stanco dei muli.

E’ poca l’acqua che scorre
e le vallate son secche
spaccate, d’argilla.

Di qui le mandrie migrano
con l’autunno avanzato
per la piana delle marine
tuffando i passi nelle paludi.

Di qui è passata la malaria
per le stazioncine sul Basento
squallide, segnate d’oleandri.

Da noi la malvarosa è un fiore
che trema col basilico
sulle finestre tarlate
in un vaso stinto di terracotta
e il rosmarino cresce nei prati
sulle scarpate delle vie
accanto ai buchi delle talpe.

Da noi si riposa il falco e la civetta
segna la nostra morte.

Da noi il mondo è lontano,
ma c’è un odore di terra e di gaggìa
e il pane ha il sapore del grano.

un proverbio

acqua d’agosto, olio, castagne e mosto!

Consigliami una manifestazione sul vino  Aglianica Wine Festival, ultima settimana di settembre

per maggiori info sulla cantina vai al sito  www.cantinedelnotaio.it

 

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