Villa Bogdano 1880 raccontata da Domenico Veronese

Come sapete, mi piace conoscere e parlare con i vignaioli, persone appassionate, che progettano un territorio e lo trasformano per produrre un piacere.

Domenico Veronese ha elaborato un progetto sulla cantina Villa Bogdano 1880, che ha acquisito da pochi anni insieme a Lucio Tessari: ecco il suo racconto e le nostre degustazioni.

 

“Abbiamo scelto di prenderci cura di questo luogo, di diventarne custodi rispettosi e silenziosi. Quando siamo arrivati qui, nel 2016, la proprietà stava per essere acquisita con l’obiettivo di diventare un vigneto intensivo monocultura. Questo avrebbe significato perdere le radici di un patrimonio viticolo storico raro e unico, con la possibilità di radere al suolo il bosco planiziale millenario, uno dei pochi rimasti in Italia, perché improduttivo. Nella nostra testa, in quel momento, si è messo in moto il desiderio di salvaguardare questo luogo. In breve abbiamo affinato un piano di acquisizione e rilancio della Tenuta. Il nome scelto? Naturalmente Planitia, in omaggio al bosco”.

 

vigna villa Bogdano 1880

 

VILLA BOGDANO 1880

I vini custodi della biodiversità

 

Il presente di Villa Bogdano 1880 lavora ad uno sviluppo sostenibile integrato tra vino, storia, natura. I vini nascono a Lison di Portogruaro, vicino a Venezia, tra le Alpi ed il litorale Adriatico, all’interno di Tenuta Planitia, comprendente un bosco planiziale del 1200 e sito di interesse comunitario per la tutela delle biodiversità. Ogni scelta è concretamente fatta in armonia con la natura, come la certificazione biologica datata 1993 e la valorizzazione di varietà autoctone. Villa Bogdano 1880 è un paradiso ambientale per i vini e una garanzia di salute per il consumatore che li sceglie.

 

 

LA NATURA

La foresta planiziale di Tenuta Platinia

 

Villa Bogdano 1880 è parte integrante di Tenuta Platinia e i vigneti crescono ai margini di un bosco planiziale risalente al 1200.  La scelta di chiamare la tenuta con il termine latino Planitia è degli attuali proprietari che hanno voluto rendere omaggio a questo luogo che ospita uno dei pochi resti di foresta planiziale rimasti in Italia, risalente al Medio Evo, protetta dal Ministero per i Beni Culturali e classificata come sito di Interesse Comunitario dall’Unione Europea per le varietà̀ di flora e fauna. La Tenuta ospita numerosi animali. I caprioli fanno capolino dai bordi delle coltivazioni, gufi e albanelle sorvegliano i vigneti alla ricerca di arvicole e talpe, che popolano i filari finalmente liberi da sostanze pericolose. L’area è anche un sito di sosta per numerose specie di uccelli durante migrazioni, svernamento e nidificazione, come il picchio verde o l’airone cenerino. Questa oasi fa inoltre da rifugio per altre specie vulnerabili, come l’ululone dal ventre giallo, la rana di Lataste, il tritone crestato, la testuggine palustre e il cervo volante.

Tra i progetti in partenza un’attività di collaborazione con un Osservatorio Naturalistico per la reintroduzione di alcune specie minacciate di estinzione e l’ampliamento della superficie destinata allo svernamento e ripopolamento di alcune specie aviarie.

La presenza del bosco è importante anche per la vigna. A poche centinaia di metri di distanza da questo boschetto il microclima cambia. Due stazioni meteo mandano i dati rilevati a un software che permette di lavorare anticipando il rischio di potenziali infezioni e intervenendo nel vigneto con tempestività. Curiosamente la parte più vicina al bosco ha dei parametri di umidità e di temperatura differenti rispetto alle zone più lontane.

 

 

 

LA STORIA

Insieme alla natura, un passato glorioso


Le radici storiche della Tenuta si legano a quelle dell’Impero Romano. I primi insediamenti dell’uomo all’interno dei confini attuali della Tenuta risalgono al I sec a.c., dove la Via Annia, antica strada consolare, collegava le città di Padova ed Aquileia. Sotto la Repubblica di Venezia questi territori vivono un nuovo splendore. A fine ‘500, con l’istituzione del Provveditorato ai Beni Inculti, le terre vengono assegnate a nobili famiglie veneziane, tra cui i Giustinian. Sono loro che le adibiscono all’agricoltura, realizzando opera di irrigazione ed edificando numerosi immobili tra cui un Palazzo padronale (l’attuale Villa Bogdano), un Convento e abitazioni rurali. Nel 1880 viene restaurata Villa Bogdano e l’attività agricola prevalente diviene quella vitivinicola. A preziosa testimonianza in Italia, oggi rimangono 117 viti, coltivate a Cassone Padovano, un antico sistema di allevamento utilizzato dai monaci benedettini, che sono state oggetto di una meticolosa operazione di recupero e sono tuttora in produzione.

 

vigna Tocai Villa Bogdano 1880

 

IL TERROIR

Un terreno di argilla in superficie, uno strato calcareo nel profondo


La tenuta, non essendo stata oggetto di opere di bonifica, ha mantenuto le caratteristiche originarie del terreno, evitando di ricevere terre di riporto di minor qualità̀. Il terreno tipico di origine alluviale, ricco di sostanze calcaree e minerali e di microelementi, è ricoperto in superficie da uno spesso strato di argilla (con tenori medi dal 45 ad oltre il 50%), tanto tenace da lavorare, ed ingrato nelle rese, quanto gratificante nella produzione di vini di notevole intensità̀ gusto-olfattiva e di grande eleganza e gentilezza. In alcuni lotti le percentuali di argilla raggiungono il 53%, questo conferisce raffinatezza e morbidezza ai tannini.

 

 

Il VINO SI FA IN VIGNA

Vigneti centenari e cloni ormai scomparsi

 

Sono 110 gli ettari vitati, di cui circa 20 sono vigneti storici, alcuni di fine Ottocento, che sono stati sottoposti ad un meticoloso lavoro di conservazione. In particolare, partendo da un antico Cassone padovano (antica forma di allevamento usata dai monaci benedettini e ormai quasi scomparso), l’azienda ha iniziato a reimpiantare un clone di varietà Tai, partendo dalle gemme della pianta madre per preservarne le caratteristiche genetiche originali. Sono stati inoltre sostituiti i pali in cemento con pali in acacia scortecciati al naturale, senza bruciature né trattamenti chimici.

La tenuta è delimitata dai due fiumi il Lison e il Loncon: questo crea una protezione da possibili contaminazioni con prodotti fitosanitari di lotti confinanti. L’immediata vicinanza dei vigneti alla cantina accorcia notevolmente le tempistiche di lavorazione delle uve dal momento della vendemmia, riducendo le ossidazioni ed il conseguente utilizzo di solfiti.

La valorizzazione delle varietà autoctone è una priorità: oltre al Tai e alla Glera ci sono vigneti di Refosco dal Peduncolo Rosso ed è stato reimpiantato la Malvasia. Completano la gamma alcune varietà internazionali che ben si adattano al territorio, quali Merlot e Pinot Grigio. Sistema d’allevamento: Sylvoz ad alta densità.

La vendemmia a mano è riservata ai vigneti storici, mentre la raccolta meccanizzata avviene nei nuovi impianti.

 

Il VINO SI FA IN CANTINA

 

Per la vinificazione dei vini fermi, in cantina si usa il cemento vetrificato.

La verità è che la stabilità termica del cemento è altissima e la purezza del vetro è impareggiabile, - afferma Domenico Veronese - senza parlare dei rischi delle correnti galvaniche, elettromagnetiche della vinificazione in acciaio. L’acciaio non avrà mai la purezza del vetro e la stabilità termica del cemento, per cui abbiamo fatto uno sforzo e abbiamo deciso di restaurare il cubo di 12 mila ettolitri che era presente in cantina, composto da 12 vasche. Gli ingegneri ci hanno fatto rifare tutta la struttura portante del cubo, ma ne è valsa la pena, perché in copertura abbiamo realizzato una terrazza panoramica.”

 

 

I VINI

Agricoltura biologica, raccolta a mano, valorizzazione del terroir

Tutti i vini sono prodotti e imbottigliati nella cantina con uve provenienti da agricoltura biologica, certificate da ICEA ed esclusivamente prodotte in azienda. La raccolta delle uve su tutti i vigneti storici e parte dei vigneti moderni è effettuata a mano, l’utilizzo dei fitofarmaci limitato, le concimazioni solo organiche, il controllo delle malerbe unicamente con mezzi meccanici, e l’applicazione di mezzi tecnici all’avanguardia permettono di preservare e conservare l’ambiente e il delicato Bosco Planiziale, parte integrante della Tenuta. In cantina, assieme a tini e botti in rovere francese (privilegiando le grandi dimensioni, tra cui i 45hl), regnano le botti in cemento vetrificato, che abbinano la elevata stabilità termica del cemento alla massima neutralità e purezza della vetrificazione. La missione è quella di valorizzare al massimo le caratteristiche dei varietali e del terroir. Una nota particolare merita il Refosco dal Peduncolo Rosso, varietà autoctona poco conosciuta e che richiede sforzi eroici per essere raccolto al giusto momento di maturazione, con lo scopo di domarne i tannini erbacei, ruvidi e selvaggi. Rese basse, grande impegno e fatica in vigna ricompensa il palato quando si degustano i vini.

I vini prodotti: Pinot Grigio Doc Venezia, Chardonnay Doc Venezia, Lison Classico Docg, Prosecco Doc, Prosecco Doc Rosè, Merlot Doc Venezia, Refosco dal Peduncolo Rosso Doc Lison Pramaggiore e le selezioni Refosco Doc Lison Pramaggiore Riserva, Chardonnay IGT Veneto, Rosso IGT Veneto, Bianco IGT Veneto.

 

LA DEGUSTAZIONE

 

PROSECCO DOC Brut Millesimato 2020

è più morbido al palato rispetto a un tradizionale Prosecco di Valdobbiadene, caratteristica probabilmente marcata dalla componente argillosa della vigna, rispetto a quella calcarea.  

Il grado alcolico leggermente superiore rispetto al prosecco medio, accentua queste componenti morbide e rotonde al gusto, sebbene il residuo zuccherino non sia alto. Dieci anni fa la gente impazziva per gli extra dry, mentre adesso al palato si cerca la purezza del gusto di un dosaggio zero. Fruttato e di bella beva, è divertente in abbinamento con il prosciutto di San Daniele.

L’etichetta ritrae un antico mosaico ritrovato in cantina.

 

Villa Bogdano 1880 Lison classico

 

 

LISON CLASSICO DOCG

È il vino simbolo dell’area enologica dell’azienda, di cui rappresenta la prima DOCG. Ottenuto dalle vigne Tai del 1943, in vinificazione ha subito una crio-macerazione sulle bucce. Presenta un colore giallo paglierino con riflessi dorati. Il profumo è intenso e complesso, con note floreali e fruttate. Il sapore è fresco e sapido, equilibrato dalla morbidezza.

L’etichetta: riproduzione in lamina d'argento della corteccia di "Fraxinus Ornus", essenza presente nel bosco planiziale.

 

PINOT GRIGIO RAMATO DOC VENEZIA

Il Pinot Grigio ramato ha una tradizione antica nella Repubblica di Venezia. Nasce da una vinificazione particolare: il mosto resta a contatto con le bucce e arricchisce il vino di una sfumatura rosata. È tra gli ultimi arrivati nella gamma di Villa Bogdano 1880 e il primo imbottigliamento è della primavera 2021.

 

187 CHARDONNAY IGT VENETO 2018

Evoluto in barrique, questo vino ha un elevato grado alcolico ben bilanciato dall’acidità. Tra i piacevoli sentori di Mela golden, emerge qualche nota di vaniglia.

L’etichetta è tratta da un’antica mappa risalente al 1600, che identifica quattro vigne. La parcella 187 è collocata nel lotto più a Est.

 

Villa Bogdano 1880 rosso 195

 

Altri vini di punta della cantina:

 

195 ROSSO VENETO IGT

Il Rosso 195 è lo speciale blend prodotto da uve 85% Merlot e 15% Cabernet Sauvignon. Come da antica da tradizione veneziana è stato imbottigliato il Venerdì Santo, che per l’annata 2017 è ricaduto il 10 aprile 2020, dopo 12 mesi in vasche di cemento e 18 mesi tra botti di rovere francese e barrique. Nel bicchiere il colore è rosso rubino con riflessi granati, al naso è intenso con note di mora e prugna, in bocca è sapido e persistente. L’etichetta rappresenta il lotto di terreno in cui è coltivata la vigna in omaggio ad un’antica mappa veneziana del 1676 raffigurante la Tenuta, nonché testimonianza del nostro impegno a produrre vini solo con le nostre uve da appezzamenti selezionati.

 

REFOSCO dal Peduncolo Rosso DOC Lison Pramaggiore

Il Refosco del Peduncolo Rosso è un vitigno autoctono delle Venezie. Il nome particolare deriva dalla colorazione rossa del peduncolo, la parte del rachide (raspo) vicina all’acino. L’interpretazione di Villa Bogdano 1880 di questo vino nasce da una maturazione su sedimenti nobili per otto mesi - parte in vasca di cemento, parte in botte di legno con periodici bâtonnage - e affina poi tre mesi in bottiglia. Nel bicchiere il colore è rosso rubino profondo, al naso è intensamente floreale e si caratterizza per le note vegetali e speziate.
 Disponibile anche nella versione Riserva con 30 mesi di affinamento.

Etichetta: riproduzione in lamina di bronzo della corteccia di "Carpinus Betullus", essenza presente nel bosco planiziale.

 

PROSECCO ROSÈ DOC

Una caratteristica dei vini Prosecco di Villa Bogdano 1880 è la bollicina vellutata, morbida, gentile e persistente al palato. L’abbondanza di estratti e composti polifenolici permette di mantenere basso, come componente morbida, il residuo zuccherino. Queste caratteristiche appartengono anche al Prosecco nella versione Rosè, prodotto con una selezione di Glera (90%) e Pinot Nero (10%).

 

 

LA SOSTENIBILITÀ

Ogni scelta è concreta: dal packaging all’autonomia energetica

 

Per Villa Bogdano 1880 la definizione di tenuta naturale non si limita alla terra, ma abbraccia tutte le scelte aziendali. Oltre alla scelta di utilizzare esclusivamente fertilizzanti organici biologici, ridurre l’utilizzo di fitofarmaci ed assicurare un’accurata manutenzione del manto erboso e una gestione delle acque interne atte a garantire la biodiversità, si è scelto anche un packaging certificato FSC e raggiungere nei prossimi anni l’autonomia energetica grazie all’energia solare.

 

 

LE PERSONE

Il coraggio di proteggere un luogo

 

Oggi alla guida di Villa Bogdano ci sono Domenico Veronese e l’amministratore Lucio Tessari ed un team di persone legate da amicizia e fiducia pluridecennale. L’azienda è stata rilevata nel 2016 dopo che è rimasta per tre generazioni nelle mani di una famiglia lombarda, con il nome Tenuta Agricola di Lison. Domenico e Lucio sono arrivati qui da due percorsi professionali molto diversi ma legati da un unico obiettivo: riportare la Tenuta all’antico splendore, valorizzando il patrimonio enologico, artistico e ambientale, proteggendo la natura del luogo.

 

Domenico Veronese - Fondatore

Dopo la maturità classica a Portogruaro, si laurea con lode in Economia Aziendale in Bocconi. Ricopre posizioni di responsabilità in primarie banche di affari internazionali ed in primari fondi di investimento, principalmente nel Regno Unito. Divide il suo tempo professionale e privato tra il Regno Unito, l’Italia e la Germania. Sposato vive con moglie e figlia a Londra. Amante di arte e storia.

 

Lucio Tessari – Fondadore ed Enologo

Classe 1968, coetaneo del socio Domenico Veronese. Diplomato in enologia alla Scuola Enologica G.B. Cerletti di Conegliano Veneto (Treviso), ha successivamente lavorato prima per la Coldiretti e successivamente per Più Servizi, di cui era socio fondatore, una società di consulenza in ambito vitivinicolo. Prima di fondare Tenuta Planitia, ha vinificato per quasi vent'anni i vini di importanti realtà vitivinicole italiane.

 

 

IL LOGO: UNA CURIOSITÀ

L’omaggio a Diana cacciatrice

La storia è protagonista anche nel logo di Villa Bogdano 1880, con un’ispirazione alla figura della Dea Diana. Le radici Romane di Lison sono emerse negli anni ’20 quando a seguito di alcuni scavi sono stati portati alla luce numerosi reperti di epoca romana. Il ritrovamento più importante è il gruppo bronzeo raffigurante Diana cacciatrice con alla base un cervo e un cane, ora conservato al museo Romano di Portogruaro.

 

In breve: Villa Bogdano 1880 in numeri

1993 anno della certificazione biologica

2016 anno di acquisizione dell’attuale proprietà

190 ettari totali (12 ettari di bosco, incluso un antico bosco planiziale risalente al 1200

110 ettari di vigneto (18 ettari storici)

4 edifici storici risalenti al 1500-1600,

2 siti archeologici di epoca romana certificati ma ancora da portare alla luce

40-50.000 bottiglie prodotte all’anno

 

 per maggiori info sulla cantina vai al sito www.VillaBogdano1880.it

 

 

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