3 Cantine: I Tamasotti, Tenuta Quvestra e Quarta Generazione, vini da scoprire

A Vintaly 2018 mi cimento a Young to Young una iniziativa che punta a far incontrare il mondo  dei giovani produttori di vino con quello dei giovani comunicatori attraverso blog e social network... oddio io proprio giovanissima non sono, ma coltivo la fanciullina eno-curiosa che è in me. 

Ed eccomi qui seduta di fronte a Paolo Massobrio e Marco Gatti, due guru dell'eno-giornalismo.

young to young a vinitaly

 

Degustiamo per primo il Pinot Nero Spumante Zephiro della Tenuta Quvestra (si pronuncia proprio qu - ve - stra) con Simone Bevilacqua 

Secondo vino in degustazione l'Aglianico del Vulture della cantina Quarta Generazione con Giovanna Paternoster 

Dulcis in fundo l'Amarone della Valpolicella, della cantina Cantine I Tamasotti con l'enologa Sabina Brusco.

bottiglie di vino a Vinitaly

 

La cantina Quvestra è alla sua 5' vendemmia. Frutto dell'investimento in 12 ettari di vigna a Santa Maria La Versa, da parte di un'azienda del Varesotto, ha puntato sin da subito a fare qualità.

Produce solo 30 mila bottiglie, quindi è una piccola realtà nel panorama enologico dell'Oltrepò e in generale in Italia.

La sua interpretazione del pinot nero è davvero interessante.

Si presenta al bicchiere con un elegante color buccia di cipolla, una spuma persistente, bollicine sottili e numerose. Esprime al naso note floreali di rosa e fragoline di bosco. Resta coerente tra naso e bocca, con bollicine cremose, una fresca acidità, una bella struttura. Vino che abbinerei con piacere ad ostriche e crostacei.

Ecco come Marco Gatti ci racconta il colore

 

La cantina Quarta Generazione di Giovanna Paternoster, nasce dopo la recente vendita dell'azienda Paternoster. Siamo in Basilicata, regione che ci auguriamo sarà rilanciata da "Matera Capitale della Cultura" nel 2019.

Due anni fa avevo intervistato lo zio Vito Paternoster. Oggi la nipote Giovanna lancia il suo nuovo progetto, con la produzione del proprio Aglianico del Vulture, partendo da soli 3 ettari, ancora di proprietà della famiglia. 

Un vino dagli intensi rossi sfumati tra il rubino e il granato. Profumo fruttato, con note speziate. Caldo al gusto, di corpo, elegante, con una presente mineralità data del terreno vulcanico su cui crescono le viti.   

Giovanna Paternoster lo consiglia abbinato alle melanzane al cioccolato (dolce tipico di quelle zone, di cui io vado pazza)

Ecco come lo descrive Marco Gatti.

 

 

E concludiamo con l'eccellenza della terra che ci ospita: l'Amarone della cantina I Tamasotti

Anche qui una piccola realtà, con soli 3 ettari di vigneto, a Mezzane di Sotto, dove il terreno è più sciolto e le radici delle viti viaggiano in profondità per raggiungere lo strato calcareo che dona eleganza al vino. Adagiata in una conca ventilata, ha facilmente deciso di convertirsi al biologico. 

Vinifica 4 uve autoctone, tipiche dell'amarone: corvina, corvinone, rondinella e oseletta

Il vino si presenta di un rosso rubino brillante. I profumi fruttati e speziati sono armonizzati dalle note balsamiche. Coerente in bocca, corposo, di bella struttura.

Lo troverei interessante in abbinamento con il fagiano.

Ecco un estratto della presentazione di Paolo Massobrio 

 

 


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