Vino Aglianico IGP cantica Solopaca e coniglio etico del Sannio

Il 15 ottobre 2015 nelle prosperose colline del beneventano si abbatteva un'alluvione terribile, che danneggiava abitazioni, attività produttive, campi coltivati e vigne. La cantina sociale Solopaca, tra le più rinomate della zona, subiva forti danni e decideva di mettere in vendita le bottiglie infangate, recuperate dopo il nubifragio, con il motto Prendici così Siamo #SporchemaBuone.

Io ho immediatamente risposto alla richiesta di aiuto, attivando anche il mio GAS (Gruppo di Acquisto Solidale) dove la S (solidale) e la G (gruppo) sono i concetti cardine, su cui si fondano tutte le attività di A (acquisto).

Ho ricevuto immediatamente molti feedback dagli altri gasisti, ma la corsa alla solidarietà è stata più veloce del previsto. La cassa di risonanza fatta dal programma di Diego Bianchi, alias Zoro, Gazebo su RAI3, ha permesso in pochi giorni di vedere postato sul sito della cantina Solopaca #OrgogliosidiVoi , perché tutte le 60.000 bottiglie infangate erano state vendute in soli 5 giorni!

Fa piacere e riempie di orgoglio che il Servizio Pubblico faccia il suo mestiere così bene.

Dopo circa un mese sono stata ricontattata dal sig. Albino, che mi ha ringraziata per l’interessamento e mi proposto l’acquisto di altre bottiglie, stavolta non infangate, variamente assortite con 3 rossi e 3 bianchi, allo stesso prezzo di quelle #SporcheMaBuone. Ho naturalmente accettato volentieri ed eccole qui.

 cantina solopaca

Gli amici gasisti hanno confermato la disponibilità e le casse sono state ridistribuite.

Andiamo dunque a degustare questo sorso di Campania. Ho aperto una bottiglia di Aglianico Beneventano IGP Prime Vigne della cantina sociale Solopaca.

Il colore è limpido e brillante, del cromatismo tipico dei vini giovani, rosso porpora con unghia violacea. Anche non avendo sotto mano la scheda tecnica del vino, posso immaginare che non abbia mai fatto legno.

Al naso il profumo più spiccato è quello della viola. Chiudendo gli occhi e aspirando ancora il profumo di questo Aglianico, emerge dai miei ricordi olfatti l’immagine di me da bambina, quando mi arrampicavo sugli alberi di ciliegio e facevo a gara a chi raccoglieva più ciliegie e ne mangiavo, una dopo l'altra, appollaiata sui rami e riscaldata dal sole. Profumo di ciliegie croccanti e succose. 

aglianico beneventano Solopaca

Tra le note fresche di questo vino, un ricordo delle erbe aromatiche dell’orto, ma nessun profumo terziario, a conferma che questo vino è progettato, vendemmiato e vinificato per essere un vino giovane da bere giovane.

In bocca ritrovo una bella acidità, come mi aspettavo. Mi accoglie un tannino giovane ma non robusto, né troppo verde e allappante. Nel complesso un bel vino equilibrato e piacevole, abbastanza persistente, fine, ben lavorato.

Un vino con queste caratteristiche merita l’abbinamento, in una tavola conviviale, con un coniglio in umido, ricetta tipica del Sannio come di tante altre zone contadine d’Italia.

Il coniglio, mi raccomando, che sia stato allevato in un ambiente sano, in cui abbia potuto muoversi e zampettare e non sia stato nutrito solo con i mangimi. Questo sia per un principio etico di rispetto degli animali che si fanno cibo, nel ciclo di trasformazione dell’universo. Noi siamo il cibo che mangiamo. Sia per un aspetto gustativo, perché un animale allevato in maniera intensiva è riempito di antibiotici, ha i legamenti slegati e la carne poco consistente e, se è stato nutrito solo con i mangimi, al gusto risulta insipido.

coniglio in umido

Rosolato in olio d’oliva extravergine, con un trito di cipolla bianca, sedano e carote, tagliate a pezzi non troppo piccoli, che facciano poi da contorno. Sfumato con vino bianco e arricchito con erbe aromatiche (rosmarino, salvia, timo) per dargli freschezza, lasciato cuocere a fuoco molto lento.

Per il Nord lo accompagnerei con una bella polentina rustica, di quelle che devi girare per un’ora nel paiolo di rame. Al Sud invece contorno di patate al rosmarino e bocconi fragranti di pane cotto nel forno a legna, da intingere nel sughetto.

Le fresche note del vino ben si sposano con un coniglio in umido dai sapori delicati.

Buona degustazione, solidale e consapevole!

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