a Vinitaly 2019 torna #Youngtoyoung

Rieccomi a Vinitaly per partecipare a Young to Young.

Cos'è #Youngtoyoung?! Un'occasione di incontro tra produttori e wineblogger, organizzata da Paolo Massobrio e Marco Gatti patron de Il Golosario guida alle cose buone d'Italia, Golosaria rassegna di cultura del gusto, nonchè autori de Il GattiMassobrio, preziosa guida sulla ristorazione.

Anche quest'anno ci fanno scoprire 3 cantine italiane che interpretano il territorio in modo sapiente. Mi piace molto questo momento di scoperta. Incontrare i vignaioli, persone appassionate, che progettano un territorio e lo trasformano per produrre un piacere, arricchisce lo spirito e trasmette adrenalina.

#youngtoyoung2019

 

La Tenute Pacelli è un'azienda a conduzione familiare, con sede a Malvito (CS) in Calabria. Si conoscono poco i vini calabresi, ma devo ammettere in questi anni ne ho degustati di ottimi. Stanno lavorando bene e spero riescano a farsi conoscere.

E' presente alla degustazione Laura Pacelli, unica donna del gruppo, di #youngtoyoung2019. Simpatica, estroversa e in buona compagnia nell'azienda in cui sono operative la mamma, di origini istriane, la sorella e il papà tutti di Napoli. L'enologo è di Cortina d'Ampezzo, insomma un'azienda che vanta molte influenze culturali, sintetizzate dall'unità d'Italia. 

Su colline a 350 mt sul livello del mare, le vigne sono caratterizzate da inverni freddi e nevosi ed estati calde. Laura non ne parla, ma stolkerando le vigne su google, scopro la vicinanza del fiume Esaro che probabilmente mitiga il clima. Lei invece ci parla dei reperti archeologici che si trovano dietro le vigne e mi fa venir voglia di andarli a trovare.

Apprezzo la scelta dell'azienda Pacelli di essere biologici, per convinzione e predisposizione del terroir

Tenute Pacelli - Laura

Il vino di punta della cantina è il Calabria Rosso "Zio Nunù", da vitigni internazionali.

Oggi però degustiamo il rosato Malvarosa 2016, ottenuto da un uvaggio 70% Magliocco, 30% Merlot.

Marco Gatti conduce la degustazione. Il colore suggerito è un neologismo ... "nebbiolesco". Sì perchè guardate qui la foto, questo luminoso vino è quasi un rosso scarico. E notate la consistenza rivelata dalle lacrime e dagli archetti.

 

Malvarosa Tenute Pacelli

Al naso resto affascinata dalla macchia mediterranea, rosmarino, lauro, ginepro. E' vivace la frutta matura e caramellata. 

Alla degustazione gusto-olfattiva ritrovo con coerenza la ricchezza promessa dal naso. Il vino ha una sua grassezza, mista alla freschezza data da una bella acidità, che lo rendono molto equilibrato. 

L'abbinamento consigliato da Laura Pacelli è con la salsiccia con il finocchietto. Per me che non sono abituata le spezie piccanti tipiche della Calabria, che mi asfaltano il palato, la sola presenza del finocchietto è perfetta. Il prezzo consigliato in enoteca è di €.9,00. 

 

La seconda a presentarsi è la Cantina Abrigo Giovanni di Diano d'Alba (CN), una terra notoriamente vocata alla viticoltura di alta qualità,tutelata come Patrimonio dell'Umanità Unesco dal 2014. L'azienda a conduzione familiare da tre generazioni, ha inviato per la degustazione Giulio Abrigo, capace di trasmettere all'uditorio tutta la sua passione per il Dolcetto.

 

 Giulio Abrigo a #youngtoyoung2019

Correttamente Paolo Massobrio sgombera il campo dall'ingannevole significato del vitigno. Come molti sanno "dolcetto" non è un vino dolce. Ma non tutti sanno che il nome deriva dalla collina meglio esposta della zona, il dossetto o dusset, poi tradotto in dolcetto appunto.

Quanti dolcetti esistono? Paolo Massobrio è in vena di interrogazioni, ma fornisce subito anche la risposta: 7 DOC (ops il dolcetto delle Langhe Monregalesi non se lo ricorda nessuno), sono solo 3 invece le DOCG. I top sono Dogliani, Ovada e Diano d'Alba.

Degustiamo il Dolcetto di Diano d’Alba superiore Garabei annata 2016.

Il colore è un porpora cardinalizio. L'alcolicità si intuisce già dalla lentezza con cui scendo le lacrime aggrappate al bevante. Al naso sentiamo la frutta rossa matura, le mandorle, la marasca.

Alla degustazione gusto-olfattiva ritrovo ciò che avevo percepito al naso. E' un vino di prospettiva, che potrà esprimersi al meglio tra qualche anno. Esprime la sua tipicità con grande eleganza. 

Giulio Abrigo spiega che viene vinificato e fa la malolattica in acciaio, poi viene affinato in vasche di cemento e quindi in bottiglia per 5-6 mesi. Il prezzo consigliato in enoteca è di €.9,00. 

 Dolcetto di Diano

 

La Cantina Lazzari è una bella realtà con i vigneti a Capriano del Colle (BS). Un colle di argilla rossa, vicino al fiume Mella. Viticoltori dal 1890, solo cento anni dopo, negli anni '90 del secolo scorso, hanno deciso di investire nella costruzione della cantina e di farne la professione della vita. Nota di merito, il rispetto per l'ambiente, con la scelta di essere biologici certificati.

Il marzemino è il vitigno su cui ha puntato questa cantina. Ne hanno recuperato due cloni autoctoni, che valorizza vinificandoli in blend con 20% Merlot, 10% Sangiovese e altro 10% Cabernet Sauvignon. Il vino di punta,  premiato da Golosaria come Top dei Top, e che degustiamo oggi è il Capriano del Colle Riserva degli Angeli, che non viene prodotto tutti gli anni, ma solo nelle annate più vocate.

La vendemmia che degustiamo è il 2015. 

Il colore è un luminoso rosso rubino, il profumo di piccoli frutti rossi, note foxy eleganti, spezie. Lo trovo favoloso. In bocca ha una bella freschezza è caldo, suadente. Se tutti i "vini del contadino" fossero così ci metterei la firma!

Ed eccoli qui, belli, appassionati, decisi. Complimenti!

#youngtoyoung2019

per conoscere meglio le tre cantine ecco i link ai rispettivi siti

Tenute Pacelli

Cantina Lazzari

Cantina Abrigo Giovanni

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