Feudi di San Gregorio, vino riscatto sogno

Arrivata a Sorbo Serpico in Irpinia, noto subito la cantina di Feudi di San Gregorio. Una costruzione moderna, su progetto di un'architetta giapponese, che ben si inserisce nel paesaggio preappenninico campano.

Attraversato l’ingresso di forma cubica in corten, vengo introdotta in un giardino pensile molto Zen e quindi in una sala con una lunga libreria a parete.

feudi di san gregorio cantina

Amo i libri cartacei e sbircio i titoli in attesa di incontrare Antonio Capaldo, patron di Feudi di San Gregorio. Libri su vino e vigna naturalmente e poi libri d’arte, storia, letteratura. Una collezione che rispecchia l’attenzione con cui l’azienda approccia il vino: cultura a 365 gradi (5 in più dei tanti).

Antonio Capaldo Feudi di San Gregorio

Antonio Capaldo si presenta puntuale all'appuntamento e mi accoglie con i suoi grandi occhi attenti e i suoi modi simpatici, insieme a Mirella e Novella, che si occupano della comunicazione dell'azienda. Mi spiega di aver appena acquisito un nuovo vigneto: apparteneva ad un conferitore di Feudi di San Gregorio, ma il proprietario era anziano e non aveva più la forza di coltivarlo.

vigna feudi di san gregorio

Da manager qual è snocciola dati, strategie, il suo rapporto con la gd.o., i numeri di Feudi di San Gregorio, il numero delle vigne (piccole e ben dislocate tutte intorno sulle colline irpine), gli ettari complessivi, i vitigni, le tipologie di vino, le successive acquisizioni in Basilicata e Puglia, a Bolgheri e in Friuli e il rapporto dal 2003 con Pierpaolo Sirch  attuale amministratore delegato.

Gli chiedo di raccontarmi gli esordi dell’azienda, giovane nel panorama vitivinicolo italiano. E' così che mi raggiunge la prima parola chiave della nostra conversazione: RISCATTO.

Nel 1980, a seguito del terribile terremoto, l’Irpinia era in ginocchio. Ricordo anch’io da bambina l’angoscia delle telecronache in TV, lo strazio, i soccorsi, l’invio delle bare che non bastavano.

Due famiglie Capaldo, il papà e lo zio di Antonio, decisero nel 1986 di investire nella loro terra di origine, dove ormai non abitavano più, comprarono vigneti e contribuirono al rilancio di un’economia messa in ginocchio dal sisma.

Nel 2009 il passaggio di consegne nelle mani di Antonio Capaldo, allora trentaduenne, l’ampliamento dell’azienda, l’impronta manageriale e qui emerge la seconda parola chiave del nostro incontro: SOGNO.

 

I dati, i numeri e le strategie servono a realizzare sogni. Visioni del presente e del futuro.

Oggi l’azienda offre lavoro a 200 dipendenti, ha un indotto importante, un brand forte e riconoscibile, moderno e in espansione. Un’azienda sana che ha realizzato l’ambizione di riscattare il territorio e guarda verso nuove mete e non solo in termini di investimenti, ma anche di collaborazioni inconsuete.

Con la Lego realizza una cassetta giocattolo per il trasporto di vini, mentre con il Moma di New York realizza una cassetta di legno che, da contenitore di vini, diventa base per il gioco degli scacchi su design di Lanier Graham. Perché il vino ha un’anima ludica e non bisogna sempre prendersi troppo sul serio, ma coltivare il fanciullino che è in noi. Io ovviamente mi sono messa a giocare...

 feudi di san gregorio cassetta lego

Da ultima la collezione "i doni" per riutilizzare il contenitore in legno, nel pieno rispetto della nuova coscienza ecologica mondiale

Con la Kartel realizza un contenitore in plastica, materiale cult dell’azienda, che si trasforma in glacette per gli spumanti o in vaso per fiori

Si fa mecenate di artisti, con opere esposte in azienda e poi instaura rapporti con Moleskin per un taccuino da viaggio griffato e così via. Perché l’azienda agricola e la cantina sono da sempre luoghi di lavoro ma anche di relazioni, cultura, svago, accoglienza. Tutti valori che Feudi di San Gregorio esprime e accoglie, in un dare e avere con il territorio irpino e con i #winelovers del mondo.

Mi rendo subito conto, quando Antonio Capaldo si congeda, che dovrò tornare a trovarlo e dedicarei molto più tempoa lui, all'azienda, ai vini, al territorio.

Voglio andare a visitare la vigna storica I Patriarchi in cui viene prodotto il Serpico: viti centenarie di Aglianico  a piede franco. Dei giganti buoni che grondano storia, amore e avvolgono con la loro energia positiva.

Feudi di San Gregorio vigne i Patriarchi

Il vino Serpico è davvero un gran signore, da colore carico, i profumi ampi, sontuoso in bocca.

L’irpinia merita un #winetour più ampio, da questo incontro ho capito di avere molto altro da scoprire.

Nel frattempo sono orgogliosa che Feudi di San Gregorio sarà mio ospite a Milano sabato 1 e domenica 2 ottobre a Vignaioli in Villa e Delizie in villa Arconati, a Castellazzo di Bollate (MI), l’occasione per vivere una #wineExperience.

 


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