LUGANA VINO LONGEVO DEL LAGO DI GARDA

In tempo di quarantena, #degustoacasa. Ho di fatto una ricognizione nella mia cantina, alla ricerca di una bella bottiglia da stappare. Mi sono lasciata ispirare dalle parole di Luis Sepùlveda:

 …poiché le parole sono come il vino: hanno bisogno del respiro e di tempo perché il velluto della voce riveli il loro sapore definitivo. 

Prendiamoci dunque questo tempo e coccoliamoci oggi, più che mai, con il respiro del vino. A proposito di tempo da lasciare al vino, ho trovato un Lugana, anno 2011, splendido!

Nella versione "giovane da bere giovane" il Lugana ha il suo perché. La caratteristica sapidità e freschezza, i sentori agrumati e la piacevole beva, ne fanno un vino adatto agli abbinamenti con piatti di pesce, sia di lago che di mare. 

Dalla mia bottiglia di Lugana riserva del 2011 mi aspetto invece un vino bianco complesso e strutturato. Da disciplinare deve essere stato affinato almeno 24 mesi, dei quali almeno 6 in bottiglia prima di essere messo in commercio. 

Chi non conosce le capacità di affinamento di queste uve, dubita che un vino bianco possa resistere così a lungo. Che ne dite, stappo e vediamo com’è?

webinar degustazione vino online

Meraviglioso.

Dopo la stappatura, ho verificato per prima cosa il tappo. Il sughero ha mantenuto la giusta elasticità e non segnala difetti.

Nel versare il vino, ho ammirato il colore brillante, giallo paglierino con riflessi dorati.

Ho scelto un bicchiere a tulipano, ampio, adatto ai vini di grande struttura, che devono poter sprigionare tutto il loro potenziale olfattivo.

Il marcatore olfattivo principale è il pompelmo rosa. Seguono i fiori bianchi, poi fresche note minerali e di erbe aromatiche. Prendendo il giusto tempo, emergono i profumi di frutta secca e mandorle.

corso tecniche degustazione vino on-line

Come spiego nei miei video corsi di degustazione, da seguire comodamente da casa, online, anche la gestualità del vino è in sé una tecnica di degustazione. Roteando il mio Lugana nel bicchiere, concentro i profumi che il vino sprigiona e possono valutare la consistenza del vino.

La consistenza è infatti denunciata dalle lacrime che scendono lente e dagli archetti fitti e stretti.

All'esame gusto-olfattivo è avvolgente, molto fresco, con un’ottima sapidità. Persistente, intenso, armonico. Avendo mantenuto una bella acidità e un’alta mineralità, è facile comprende come questi conservanti naturali gli abbiano donato la longevità necessaria ad evolvere profumi complessi.

Nel finale infatti, i sentori terziari di pietra focaia rendono questo vino ancora più stimolante.

webinar degustazione vino online

È ancora giovane dopo così tanti anni. Ok tecnicamente, secondo le schede di degustazione, dovrei definirlo “maturo”, ma vi assicuro che ha una freschezza da teenager e che solo la grande complessità fa intuire che un po’ di anni deve averli.

Per queste caratteristiche, penso che non sia ancora nel suo massimo splendore. Ha gli strumenti per affinarsi ancora a lungo.

Come ogni grande vino bianco, al contrario di noi, non teme il trascorrere del tempo e potrebbe lanciare l’hastag #ioRestoInBottiglia ancora un po’.

Mi piacerebbe degustare un Lugana riserva di qualche anno in più. Magnifica degustazione, sorprendente.

 

IL TERROIR

Il lago di Garda, tra Brescia e Verona si può dividere in due macrozone.

Tra Desenzano e Sirmione, fino a Peschiera del Garda, i terreni pianeggianti sono ricchi di argille stratificate di origine morenica, ricche di minerali. Il versante veneto è più collinare ed è caratterizzato da suoli morenici e ghiaiosi, misti di argille e sabbia.

vigneti di lugana Lago di Como

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Queste caratteristiche chimico-fisiche dei terreni donano alle uve e poi ai vini un patrimonio organolettico con ottima sapidità, acidità e struttura.

Le vigne situate nei terreni pianeggianti, hanno bisogno di una idonea baulatura, ovvero una lavorazione che consente di creare un colmo e un invaso nel terreno, per evitare il ristagno idrico. 

Il microclima beneficia delle brezze del lago, che mantengono un clima temperato anche in vigna.

 

UN PO’ DI STORIA

La presenza della vite sulle sponde del lago di Garda è documentata già nell’Età del Bronzo, come dimostrato dal ritrovamento di vinaccioli di Vitis Silvestris presso le palafitte di Peschiera del Garda. 

A partire dal Quattrocento, di Dogi della Serenissima Repubblica di Venezia, decisero di bonificare quello che era un bosco acquitrinoso: l’antica “Selva Lucana” e che oggi è il territorio del Lugana.

vigneti sul lago di Garda

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IL VITIGNO

I vini a denominazione di origine controllata «Lugana» devono essere ottenuti dalle uve provenienti dal vitigno Trebbiano di Soave, localmente denominato Turbiana o Trebbiano di Lugana.

Possono concorrere alla produzione di questi vini, congiuntamente o disgiuntamente, uve provenienti da altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, fino ad un massimo del 10% del totale delle viti. 

Come tipico delle uve di Trebbiano, anche in queste zone, il vitigno è generoso.

I viticoltori possono contare sulla capacità di offrire abbondanti vendemmie, ma sanno che la quantità è nemica della qualità. Quindi contengono la naturale vigoria del vitigno, con adeguate potature.

Anche i sesti dei nuovi impianti devono essere piuttosto fitti, affinché le viti entrino in competizione tra loro e si contengano l’un l’altra. Il disciplinare stabilisce che debbano essere composti da un numero di ceppi ad ettaro non inferiore a 3700. Ma i viticoltori che pretendono il meglio, adottano densità di impianto superiori, anche del doppio.

trebbiano di Lugana

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IL DISCIPLINARE

Il disciplinare di produzione della DOC Denominazione di Origine Controllata dei vini «Lugana», è stato approvato con Decreto del Presidente della Repubblica del 21 luglio 19671967 (è più vecchia di me).

Il disciplinare è stato completamento aggiornato con il Decreto 2 maggio 2011. Questa DOC è stata la prima ad essere riconosciuta in Lombardia, e tra le prime in Italia.

Dal 1990 è presente il Consorzio per la Tutela del Lugana, un istituto di vigilanza, difesa e promozione, che si occupa di proteggere e valorizzare la denominazione e il suo vino.

 

 Un ultimo consiglio: 

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