Enoturismo e degustazione

pesce azzurro e vini rosati o rossi

Il mio amico Gianni di Arenzano prepara la sarda ripiena alla Ligure, con un trito di scorza di limone, prezzemolo e aglio, uniti a pangrattato e uovo. 
Per un abbinamento territoriale tra pesce azzurro e vino rosato, è da provare l'Ormeasco di Pornassio Sciac-Tra , da uve Ormeasco, una variante ligure del vitigno dolcetto.
vino rosato by ilvinoconAdri
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Vino Soave da uve Garganega con baccalà alla vicentina

A Vicenza in gita con gli amici, ci perdiamo per le vie del centro, le architetture palladiane, la basilica e visitiamo lo splendido Teatro Olimpico con i suoi giochi prospettici che ci lasciano sbalorditi. 

Per pranzo gli amici vicentini ci portano alla trattoria Ponte delle Bele. Io ordino il famoso bacalà alla vicentina, mantecato, con polenta. Che caratteristiche dovrà avere il vino per esaltare il gusto del mio bacalà alla vicentina? Voglio un bianco strutturato, dai profumi freschi, persistente in bocca, che non sparisca dopo il primo boccone: deve saper reggere la persistenza del bacalà. Scelgo quindi un vino....

 

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Roma, vino Montepulciano e coda alla vaccinara

 

A Roma per pranzo andiamo a Trastevere, a due passi da San Pietro. 

La cucina romana è robusta, socievole e decisa. In menù c’è ampia scelta, si va dai bucatini alla grincia, variante in bianco dei bucatini all’amatriciana, all’abbacchio. Io vado su un piatto che posso trovare solo qui: la coda alla vaccinara. Tipica della tradizione. 

Sorrido allo sguardo invidioso di tre turiste che si sfamano con un piatto di rughetta, pomodorini e carote crude, annaffiate da abbondante acqua frizzante e semicalda. Vorrà dire che per oggi le mie curve saranno un po’ più morbide e i miei ricordi gusto-olfattivi molto più ricchi.

Che caratteristiche dovrà avere il vino per esaltare il gusto del mio piatto? Voglio un rosso di corpo, con un bel tannino astringente che asciughi la bocca dopo la succulenza dei bocconi di carne. Per esempio ...

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Pecorino d’Abruzzo o pinot noir con gli arrosticini ?

In Abruzzo, terra magica adagiata tra il mare Adriatico, il Gran Sasso e la Maiella, vado alla ricerca della cucina tipica regionale.

Voglio comporre un abbinamento armonico tra cibo e vino, con la regola della contrapposizione e della concordanza. Che vino potrei abbinare ad un piatto di arrosticini d’agnello? E’ probabile aspettarsi una tendenza amarognola dalle piccole bruciature della cottura della carne, una buona sapidità e aromaticità data dalle erbe aromatiche aggiunte al piatto e una media persistenza gusto-olfattiva. Bisognerà quindi cercare un vino di buona morbidezza e persistenza aromatica intensa, perchè...

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Vino Sauvignon e i risotti di chef Bosotti

Durante l’evento Delizie a villa Arconati ho avuto l’occasione di degustare alcuni famosi risotti dello chef Maurizio Bosotti, che per l’occasione ha tenuto delle lezioni di cucina e svelato alcuni importanti trucchi del mestiere.

Mi ha molto stupita l’estro con cui lo chef ha ideato nuovi abbinamenti nei risotti proposti. In particolare il risotto con crema di peperoni, burrata e bagna-caoda.

 

 

Un piatto che rappresenta bene lo stile italiano, visto che la burrata è un formaggio prodotto con di latte di bufala o di mucca, nella Murgia e in particolare ad Andria, nel tacco pugliese del nostro stivale. I peperoni sono coltivati nelle zone calde del mar Mediterraneo, ma sono originari del Sud America. La bagna-caoda, che significa “salsa calda”, tipica della cucina piemontese, è a base di aglio, olio e acciughe dissalate, anticamente provenienti dagli scambi commerciali con la vicina Liguria. Il riso, pianta asiatica forse introdotta in Italia da Marco Polo, nella varietà Carnaroli è prodotto a Pavia, Novara e Vercelli. Questo piatto mi racconta della vocazione degli italiani verso le grandi esplorazioni, i commerci e la curiosità verso gli altri. Noi italiani non siamo mai stati chiusi nel nostro paesello, ma ci siamo aperti a conoscere il mondo e ad accoglierlo anche nella nostra cucina.

Analizzando il piatto, incontro il sentore “erbaceo” dei peperoni, a base del piatto, ridotti ad una crema delicata e morbida. La burrata ha il ruolo di rinfrescare molto il gusto, grazie alla tendenza dolce del latticino che ben si contrappone al gusto deciso, sapido e persistente della bagna-caoda. Il risotto è nel complesso morbido e vellutato, mantecato con dosi generose di burro, sapido e fresco.

Che caratteristiche dovrà avere il vino per esaltare il gusto di questo risotto proposto dallo chef Bosotti?

Non avrò bisogno di un tannino astringente, che asciughi la bocca, quindi non scelgo un vino rosso, ma lo voglio bianco. Non mi serve nemmeno una spiccata acidità nel vino, perché non ho bisogno di sgrassare la bocca. Quindi non voglio un vino giovane che abbia fatto solo acciaio, preferisco un vino che abbia visto un piccolo affinamento in legno. Voglio un vino con una bella morbidezza che bilanci la sapidità della bagna-caoda e si sposi con la tendenza dolce degli altri ingredienti.

Perché cibo e vino dialoghino al meglio, scelgo un sauvignon blanc, vinificato nella zona di Bordeaux, a sud ovest della Francia, che abbia respirato i venti iodati oceanici. Qui il sauvignon blanc sviluppa, in forma elegante, il suo tipico marcatore erbaceo di peperone e foglia di pomodoro, dato dalle metossipirazine contenute nell’uva, che ben si sposa con la crema di peperoni a base del risotto.

Data la vocazione internazionale del piatto, un vino francese questa volta ci sta.

 

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