Enoturismo e degustazione

perché piace lo zibibbo con i cannoli siciliani

Per gli appassionati della pasticceria siciliana, l’abbinamento ottimale con un cannolo, ripieno di ricotta lavorata con lo zucchero, frutta candita e gocce di cioccolato in una cialda fragrante, è certamente lo zibibbo. Si comprende quanta armonia si crei in bocca tra la frutta candita del cannolo e l’uva passa che si ritrova nei profumi e nel gusto dello zibibbo, anche risalendo al significato della parola zibibbo, con cui si indica sia il vino che il vitigno, che in arabo significa appunto “uva passa”.

 

cannolo siciliano

 

Cerchiamo uno zibibbo proveniente dall’isola vulcanica di Pantelleria, sorta dal mare tra la Sicilia e l’Africa, un raro esempio di viticoltura eroica, dove il paesaggio è segno grafico e testimonianza della fatica dei contadini nel costruire terrazzamenti e muretti a secco per allevare la vigna plasmata dal vento. Il vento è qui elemento determinante per la qualità delle uve sulla pianta e in appassimento sui graticci, perché produce un’azione anticrittogamica naturale. Secondo la tradizione usata per le viti centenarie, anche nei nuovi impianti le viti sono allevate manualmente all'interno di conche ad alberello pantesco basso, a forte espansione orizzontale, atto a trattenere un po’ di umidità e di fresco, al riparo dal forte vento, che non si placa mai.

 

zibibbo

 

Se degusti attentamente lo zibibbo, noterai che le note di miele, frutta secca, confetture e caramello sono ben equilibrate da sentori di erbe aromatiche della macchia mediterranea, menta e rosmarino rinfrescanti, da anice, iodio marino e dall’acidità degli agrumi aspri e profumati come le arance e i limoni, tipici del territorio e che ritrovi, canditi, nel ripieno del cannolo.

Sebbene il cannolo sia molto zuccherino, la sapidità della ricotta fresca, l’amaro delle gocce di cioccolato, la freschezza degli agrumi canditi, la croccantezza della cialda fragrante, donano equilibrio al dolce.

Cibo e vino sono entrambi dotati di grande struttura. La lunga persistenza gusto olfattiva del cannolo sarà ben bilanciata dalla persistenza aromatica intensa (PAI) del vino. Né il vino, né il dolce prevalgono in degustazione e l’armonia tra i due dà una lunga piacevolezza.

Che delizia!

 

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vino Etna bianco superiore e pasta alla Norma

In Sicila ad Acitrezza, dove si tagliano i faraglioni, che Polifemo scagliò contro Ulisse, la  persistenza aromatica intensa (PAI) del vino Etna bianco superiore, da uve carricante, bilancerà la persistenza gusto-olfattiva di una magnifica pasta alla Norma, con melanzane, pomodoro e ricotta salata.

ilvinoconadri Sicilia Etna bianco Carricante

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AUGURI con l'intervista a Marco di Serramarrocco

I miei auguri di un sereno Natale e un prospero 2016, ricco di fiducia in se stessi, nel futuro e nell'Italia, desidero farli con questa nuova intervista, perché i vignaioli italiani sono persone appassionate, che progettano un territorio e lo trasformano per produrre un piacere.

La storia di Marco di Serramarrocco, dalla finanza alla vigna, da Londra alla Sicilia, è una bella narrazione dell'Italia, di rilancio delle nostre eccellenze, che auguro a tutti, per il presente e per il futuro.

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We Women for Expo - ricetta pasta con le zucchine fritte e vino bianco

Aderisco volentieri al progetto di We Women for Expo      rilanciato da WIP Woman in Power, inviando la mia ricetta.

Più che una modalità di preparazione di un piatto, è l'invito allo stile di degustazione.

Evocando i miei ricordi di bimba, mi piace trasmettere la mia voglia festante di mangiare, parabola di come degusto la vita. La scoperta giocosa del cibo fatta da bambina. Il primo boccone, il migliore di tutto il pasto, quando da giovani ci apriamo alle prime esperienze, il primo bacio, la prima serata da soli con gli amici. L'abbinamento con il vino, che rende tutto più gustoso. Poi tutti gli altri bocconi, perché la vita è da assaporare fino in fondo e io l'ultimo boccone, me lo pappo!

 

questo racconto si ispira e trae spunto dal mio post Sicilia grecanico

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Sicilia, vino Grecanico e alici marinate

Sicilia isola di fascino e di contrasti. Spiagge di sabbia finissima o di pietra lavica tagliente, sole, mare. Cultura, storia e templi della magna Grecia, tra le campagne solitarie dove cantano le cicale. Quiete e terremoti. Il vulcano e la città

La Sicilia sa bene come prenderti per la gola. Oggi ho deciso di degustare un piatto di alici crude marinate freschissime, con un contorno di fagiolini, condito con un filo d’olio extravergine di olive di nocellara . Quale vino esalta il gusto delle mie alici marinate?

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vino Etna rosso Nerello mascalese con funghi porcini a Taormina

Gita in Sicilia, mi fermo al Grand hotel Baia Verde di Acicastello, dove mi sento coccolata e posso  assaporare il respiro del mare, lasciandomi cullare dal canto delle onde. Però è sul vulcano che oggi voglio pranzare, per assaggiare gli spettacolari funghi dell’Etna, con costolette d'agnello. 

Scelgo un Etna Rosso doc, dell’azienda Girolamo Russo. Per trattarmi bene, il San Lorenzo, con prevalenza di nerello mascalese e qualche traccia di nerello cappuccio, vinificato da antiche vigne che raggiungono anche i 100 anni e crescono a 750 metri sul livello del mare, allevate ad alberello, con le radici che affondano nella terra lavica. Il gusto un po’ erbaceo dei funghi alla brace dialoga col tannino del vino.

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Vino rosso o rosato e pasta coi masculini ... cibo fusion?

in Sicilia, a Palermo, dobbiamo assolutamente non farci mancare due cose: visitare il Duomo di Monreale e provare la pasta con le sarde.

Nei ristoranti giusti, la troveremo insaporita con i prodotti tipici, introdotti dai processi di globalizzazione che interessarono la Sicilia nei secoli scorsi: lo zafferano e l’uva sultanina importati dai saraceni e i pinoli tipici della cucina ligure.

Sono indecisa tra un potente vino rosato salentino, 100% negramaro o in uvaggio con una malvasia nerauna schiava gentile, in uvaggio con lagrein, Santa Magdalener del lago di Caldara (Bolzano), chi vincerà?

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