Cantine Monfort degustazione spumante Trentodoc

In gita in Trentino, alla ricerca di refrigerio dalla calura estiva, mi fa molto piacere l'invito della famiglia Simoni a visitare le Cantine Monfort, a Lavis, per degustare gli ottimi spumanti metodo classico

 Cantine Monfort Trentodoc Federico e Lorenzo Simoni con Adri

Appena arrivata, tra gli ospiti si avvia il dibattito sulla denominazione: meglio Trento o Trentodoc? Sembra una domanda amletica, perché siamo tutti consapevoli che un brand forte, veicola bene un buon prodotto.

La discussione si anima e Federico Simoni mi offre il Trento Monfort riserva 2008, non dosato. Precisa che in commercio esce il brut, quindi con un liquer de dosage che dona allo spumante un residuo zuccherino tra 6 e 15 gr/lt, e fa percepire il vino più morbido al palato.

 

Trentodoc Monfort brut 2008

 

So che lo spumante non dosato non ha "aggiustature" o è buono di suo o non lo è. Per questo non è facile da proporre, quindi apprezzo. E' un modo di esporsi della famiglia Simoni, un modo per farmi arrivare al vino, nella sua pienezza, così come lo hanno concepito.

Mi immergo un po' nei miei pensieri e mentre gli altri ospiti dissertano di vini e cantine del Trentino, mi concentro sullo spumante che ho nel bicchiere..

E' prodotto con un assemblaggio di vitigni internazionali: 80% Chardonnay, 20% Pinot noir. Le uve sono per lo più allevate a guyot, anche se la famiglia ha conservato qualche pergola tipica trentina 

 

vigna pergola trentina

Il Trento Monfort riserva 2008 al naso è molto elegante e complesso: arriva per primo il profumo di pan brioche, che denota un vino evoluto, poi arrivano il floreale e il fruttato.

Mi informo sulla sosta sui lieviti e se una quota dei vini che lo compongono ha fatto legno. Si, patron Lorenzo Simoni mi conferma che una piccola quota di vino viene affinata in legno e che la permanenza sui lieviti dura 60 mesi.

Il legno naturalmente non si sente, non c'è nessuna nota vanigliata o appiattita su un gusto made in USA di cui francamente siamo stufi. Sono piuttosto la morbidezza e la rotondità del vino che rivelano la quota di legno.

La lunga autolisi dei lieviti poi, dona al vino grande complessità aromatica, una lunga PAI Persistenza Aromatica Intensa e una interessante maturazione organolettica.

Non hanno lavorato troppo gli esteri  che danno i tipici sentori di spezie e frutti canditi, ma piuttosto i componenti acetali, perché il profumo di biscotto secco è davvero accattivante. 

E poi le precipitazioni tartariche del lungo affinamento abbinate ad una CO2 che si è affinata in bollicine fini, numerose e persistenti, hanno dato allo spumante un'acidità meno aggressiva e una gradevole cremosità  al palato. 

Il finale leggermente ammandorlato offre una piacevole chiusura. Una bollicina davvero ben fatta!

Anche il Trentodoc Monfort riserva 2009 e il millesimo 2011 si presentano all'altezza delle aspettative.

 

La giornata continua con la festa a Lavis dei Porteghi e Spiazi e con il pranzo, a cura di Antonella Iannone, promotrice dell'associazione culturale Passione Cucina, @incucinapuoi

 

Chiacchierando amabilmente con Chiara Simoni, che con il fratello Federico rappresenta la quarta generazione di vignaioli, colgo l'occasione per degustare il Trento brut rosè Monfort, che ben si abbina ai delicati piatti di pesce.

Sulla strada del rietro verso casa, da non perdere una passeggiata nella città di Trento

Trento

e una sosta a Riva del Garda. Scendendo verso sud lungo la strada che si distende sulla sponda ovest del lago, gli scorci panoramici e la voglia di fermarsi a scattare qualche foto ricordo sono irresistibili.

Riva del Garda

Un po' di storia del metodo classico di spumantizzazione nel mio post Bollicine in Villa

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ilvinoconadri

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