Vini di ricerca Alois Lageder a Summa 2018

Il ritorno a SUMMA nella tenuta di Alois Lageder è sempre una magnifica esperienza.

Per esempio avete mai provato a fare una degustazione di vini, frutto della sperimentazione della cantina, ambientata in uno splendido giardino, sotto alberi frondosi?

“It is the stars, the stars above us, govern our conditions”, così scriveva Shakespeare, in una citazione che ben si adatta alla filosofia non solo del progetto “Comete”, ma della stessa azienda Alois Lageder, il cui approccio olistico e sostenibile si traduce in un legame inscindibile tra il lavoro dell’uomo e i cicli della Natura.

 

degustazione vini alois lageder

In occasione di Summa 2018, Alois Clemens Lageder, sesta generazione dell’azienda di famiglia, presenta ai giornalisti di settore i nuovi risultati del progetto di sperimentazione che, da molti anni, fa leva sul potenziale dell’Alto Adige in vista dei cambiamenti climatici, con l’intento di mantenere - e migliorare - la qualità dei vini.

Con lo sguardo costantemente rivolto al futuro e con un desiderio quasi incontenibile di trovare risposte e soluzioni per quelli che saranno i vini di domani, Clemens introduce quindi le “Nuove Comete”, frutto di ricerche quotidiane e sperimentazioni che, un giorno, potrebbero rivelarsi errori o, chissà, primi passi verso una nuova era dei vini altoatesini. MÙS ∙ XVII, CHE ∙ XVI, BLA ∙ XVI, PIPO ∙ XV, TAN SEI ∙ XVI, NATSCH ∙ XVI, DOT ∙ XV, ARS ∙ XVI, prodotte in un numero limitato di bottiglie, verranno lanciate ufficialmente il prossimo giugno e con le quali l’azienda di Magré cerca nuovamente di spingersi oltre i confini convenzionali. Una nuova via da seguire per chi non ha paura di affrontare il cambiamento che avanza. 

 degustazione vini alois lageder

Queste sperimentazioni sono iniziate negli anni Ottanta, quando Alois Lageder iniziò a coltivare vitigni diversi, provenienti da vari contesti geologici e microclimatici, per valutare come avrebbero risposto sia a un habitat differente sia al cambiamento climatico. Ecco quindi vitigni che provengono dal sud della Francia, abituati a temperature più miti – come il Tannat, proposto per la pima volta in purezza nel 2014 Casòn Rosso che ha fatto il suo debutto nel 2017 – o uve provenienti dalla Loira, note per la spiccata acidità, fattore che potrebbe risultare utile e interessante per i vini altoatesini dei prossimi anni. Infine, tra le Nuove Comete si ripresentano quei vitigni della tradizione enoica dimenticati, portavoce del proprio territorio d’origine, che forse torneranno alla ribalta.

 orange wine

La ricerca e la sperimentazione non interessano solo le diverse varietà d’uva, ma in egual misura metodi di vinificazione non convenzionali – o meglio, non tradizionali – come una prolungata macerazione sulle bucce e sui raspi per vini come il Pinot Grigio o la Schiava, finora utilizzati come componenti, sono oggi in bottiglia per presentarsi agli appassionati più curiosi. “Oggi queste Comete si mostrano in un modo, domani potrebbero avere evoluzioni differenti”, dice Clemens, e continua “Questi esperimenti ci lasciano degli indizi, delle tracce, grazie alle quali possiamo giorno dopo giorno migliorare il nostro lavoro e conoscere più a fondo il potenziale del nostro territorio, allo scopo di mantenere sempre il nostro ‘marchio di fabbrica’: eleganza e freschezza”.

 

Per maggiori informazioni sui vini Le Comete, consultare il sito: www.aloislageder.eu


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