Vino Greco di Tufo o Biancolella con paccheri ai calamari

In Campania, a Napoli, anziché la classica pizza, provo un piatto di paccheri con un sugo di pomodorini sammarzano e calamari e una spruzzata di prezzemolo a colorare un piatto profumato di mare, delicato e poco strutturato.

 

 

Per scegliere l’abbinamento con un vino, faccio correre lo sguardo intorno, nelle varie zone vitivinicole campane. Se guardo alle mie spalle, oltre il Vesuvio, verso est immagino le colline del Fiano di Avellino, dai tipici marcatori aromatici di idrocarburi. 

Antico vitigno di epoca romana, il Fiano era detto Latino per distinguerlo dai vitigni di origine greca. La sua etimologia pare rimandi ad Apianus e alle uve Apiane, citate da Plinio, il cui nome si faceva risalire alle api ghiotte di quest'uva zuccherina.

E' un vitigno che prospera nei terreni sia di origine vulcanica, da cui trae i tipici sentori, che argillosi. E' un vino strutturato e di grande personalità e persistenza.

Un vino troppo strutturato e di grande personalità, eccessivamente persistente se abbinato al mio piatto di paccheri con i calamari.

 

vigna greco di tufo

 

Anche il Greco di Tufo, che dà il meglio di sé ad una ventina di chilometri più in là, è un vino dai molto complessi e ampi.

Il terroir è caratterizzato dal tufo giallo napoletano, prodotto dell'attività vulcanica dei  Campi Flegrei che si è formato dalla cenere vulcanica di colore biancastro detta "pozzolana" da Pozzuoli (lapis puteolanus), sedimentatasi nel mare ed emersa per pressioni tettoniche, fra i 35.000 e i 10.500 anni fa. I sedimenti vulcanici ricchi di potassio contribuiscono all'alto tenore di zuccheri delle uve e quindi al futuro sviluppo alcolico.

La notevole presenza di fosforo garantisce profumi fini.

All'interna di quest'area si possono distinguere terroir molto differenti e con peculiari caratteristiche. Vini rotondi e bilanciati nella zona di Lapio, vini molto opulenti verso Summonte, vini particolarmente minerali a Montefredane e vini molto delicati e eleganti verso San Michele.

Nel complesso il Greco di Tufo è un vino strutturato e complesso, che coprirebbe il gusto dei miei paccheri con calamari. 

 

corso degustazione vino by ilvinoconadri

 

Se mi rivolgo a nord, nella zona del Beneventano, trovo la Falangina che si esprime al meglio nei terrazzamenti vulcanici dei campi Flegrei, dove si trovano ancora oggi viti ultracentenarie, “a piede franco”, che hanno superato la “fillossera”, con grappoli avviluppati alle “falanghe” di greca memoria.

Anche la Falanghina dà vini longevi, minerali e di bella struttura.

 

Biancolella Ischitana pic by cantinetommasone

 

Sposto allora lo sguardo verso il mare e immagino di vedere Ischia e la sua Biancolella, che accalappia il profumo del mare e lo riversa nel bicchiere. Le radici nella pomice e nel tufo, in terreni scossesi che ripidi degradano verso il mare. Asciugate dal libeccio e arse dallo scirocco, le uve restituiscono sentori di frutta a polpa gialla croccante e sapida. Se ha fatto solo acciaio, la delicata fragranza della biancolella si sposa perfettamente ai paccheri al sugo di calamari, leggeri e profumati.

'na squisitezza!

 

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2 Commenti

Adri
Adri

March 23, 2017

I vitigni si distinguono in
AROMATICI, con un preciso marcatore odoroso dato dal vitigno,
SEMIAROMATICI in cui il marcatore odoroso dato dal vitigno è “più scarico” diciamo così, meno evidente e
NEUTRI, in questi i profumi vengono sviluppati nei processi di fermentazione e successivo affinamento.
La maggior parte dei vini è difficile da riconoscere.
Il vino ti offre delle indicazioni dal colore, il profumo e il gusto e racconta la sua storia, se impari a conoscerlo

laura
laura

March 23, 2017

si possono davvero distinguere nel bicchiere i vitigni?

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