Vite a piede franco: Carignano Cantina Sardus Pater in Sardegna

Una vigna emoziona e commuove? Sì quando il vitigno è a piede franco.

A sud ovest della Sardegna, a Sant'Antioco il miracolo della natura si è compiuto:

il CARIGNANO vitigno autoctono della zona del Sulcis, nell'estremo sud ovest della Sardegna si è salvato dalla devastazione che, tra fine '800  e primi '900, ha travolto le vigne europee ad opera della fillossera.

 

carignano vitigno a piede franco

vigna di carignano a piede franco a Sant'Antioco

Le vigne europee furono tutte distrutte in quei decenni e da allora, l'unico modo per allevare una vite in Europa è quello di innestare il clone europeo su un piede americano, che ha radici capaci di resistere al parassita killer.

E' mia opinione che tutte le rare vigne a piede franco in Europa debbano essere candidate a PATRIMONIO DELL'UMANITA': importante memoria storica della viticoltura europea.

Tutte le altre, di assoluto rispetto, su piede americano, danno vini di qualità, ma le viti a piede franco, oltre a produrre uve capaci di dare vini potenzialmente eccellenti, donano emozioni senza pari: sono la testimonianza della nostra identità.

 

VITE DI CARIGNANO  A PIEDE FRANCO

Non di miracolo si tratta in realtà, ma di SABBIA 

Sì il suolo sabbioso dell'isola di Sant'Antioco non consente alla fillossera, parassita dell'apparato radicale della vite, di completare il suo ciclo vitale.

Oltre a questo beneficio, questo terreno sabbioso di origine vulcanica, dona alle uve una bella eleganza e ricchezza di antociani, le molecole che danno colore al vino. 

  vigna carignano - ilvinoconAdri - Roberto Matzeu

Grazie all'amico Roberto Matzeu, agronomo della cantina Sardus Pater, riesco ad ammirare i principali appezzamenti dove le vigne a piede franco crescono rigogliose, sull'isola di  Sant'Antioco.

Roberto è una  persona che sa trasmettere la propria passione e sapienza per la vigna e amore per la sua terra. Forse non è un caso che abbia vinto NextInWine 2013, il premio assegnato ai giovani talenti under 35 nella categoria Miglior agronomo viticoltore.

 

alterne vicende della viticoltura sarda

Roberto Matzeu mi racconta un po' di storia della viticoltura locale.

All'inizio del secolo scorso, con le cantine europee totalmente in ginocchio per la fillossera, i vini o meglio i mosti sardi partivano alla volta del nord Italia e della Francia. 

Il territorio non aveva ancora sviluppato in modo diffuso le tecniche di vinificazione. Quando il mercato crollò a seguito dell'avvio a produzione degli impianti di viti europee su piede americano, il contraccolpo sull'isola si fece sentire.

In anni più recenti, una politica miope di "sostegno all'agricoltura" offrì incentivi per l'impianto di nuove vigne sull'isola. Roberto ricorda che quando era bambino l'isola era ricoperta di vigneti. 

Purtroppo dopo pochi decenni "una strega cattiva?" no, solo una politica miope, offrì incentivi per l'espianto delle viti che avevano resistito alla fillossera, ma non resistettero alla follia umana. 

Sì una vera e propria follia, visto che è noto (a molti ma non a tutti) che la vite ha bisogno di anni per dare il meglio di sè, non può essere trattata come un campo di grano e di girasoli o di colza o di qualsiasi altra diavoleria salti in testa di finanziare, a coloro che decidono le strategie europee. 

Le cantine che si erano ampliate, crollarono.  Di nuovo.

 

uva carignano pre invaiatura Vite a piede franco

 uva carignano pre invaiatura - vite a piede franco - terreno sabbioso

Oggi in Sardegna, in Italia, in Europa e nel mondo sta crescendo la cultura della tutela delle peculiarità del territorio, della biodiversità, della valorizzazione delle "eccellenze" . Cresce anche il bisogno di tramandare il know how antico delle tecniche di allevamento delle viti a piede franco e la voglia di imparare a vinificarle con le tecniche più moderne.

A questo scopo la cantina Sardus Pater ha deciso di farsi seguire da uno stimato e tenace agronomo locale come Roberto Matzeu, con la supervisione di un professore di grande lustro, quale l'enologo Riccardo Cotarella.

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