Viticoltura biodinamica vs viticoltura convenzionale

Dialogo con Marinella Camerani, vignaiola in Valpolicella della cantina Corte Sant'Alda.

La scelta presa per le cure colturali della vigna e per la produzione del vino in cantina, è quella Steineriana della biodimanica.  Applicando questa filosofia, questa visione del mondo e queste tecniche, Marinella Camerani ha ottenuto vini eleganti, di grande pienezza olfattiva e gusto-olfattiva.
Mi interessa comprendere come la vite possa essere allevata all'interno di una visione della natura come risorsa, non come oggetto da plasmare con monocolture e conseguente necessità di usare erbicidi, concimi, insetticidi ecc. pratiche accettate nella cosiddetta "viticoltura convenzionale".

 

 

Posto che un vino deve sempre essere fatto bene ed essere privo di difetti, il termine "viticoltura convenzionale" evoca un'idea di tradizione, di pratiche colturali che si tramandano di padre in figlio. Ma così non è, visto che la chimica in viticoltura è stata introdotta solo da qualche decennio.

Viceversa le tecniche della Viticoltura Biologica e della Viticoltura Biodinamica, seppure tra loro  ben diverse, sono state applicate per secoli, nel rispetto dei cicli biologici naturali. 

nomem omen, mi sembra che il termine "viticoltura convenzionale" risulti ingannevole per il consumatore finale.

Senza demonizzare l'uso della chimica, o di tecniche ampiamente utilizzate, una riflessione sui termini che usiamo è doverosa.

E una riflessione sull'uso di tecniche naturali di lotta biologica ai parassiti o di fertilizzazione del terreno in vigna, può essere di stimolo per molti.

 

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ilvinoconadri

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